La radice cristiana attecchì fin dalle origini in Galizia, dove trovarono teatro le predicazioni dell’apostolo Giacomo, qui martirizzato e sepolto. Il Cammino di Santiago sarebbe divenuto uno dei percorsi di devozione più battuti del Medioevo, e non a caso la capitale della regione assurse già dal XII secolo, con la concessione del ‘Pieno Giubileo dell’Anno Santo’ da parte di papa Callisto II a terza città santa dopo Roma e Gerusalemme. E tuttavia in queste terre, sotto quella cristiana, resiste ancora l’eredità celtica che le assimila culturalmente a Irlanda, Scozia, Bretagna e Galles. Le tradizioni popolari, la musica – una delle più interessanti espressioni della sonorità celtica e non da ultimo i simboli disseminati ovunque, mostrano un’identità da non dimenticare nell’accingersi a scoprire questo angolo di Spagna, magari seguendo i nostri suggerimenti.

Verso Capo Finisterre

La Galizia presenta una costa assai lunga, ben 1300 chilometri, e movimentata da cinque profondi fiordi, chiamati ras, su cui si affacciano graziosi paesini di pescatori; alte falesie precipiti, marismas (paludi costiere) e bellissime spiagge solitarie. La scarsità di strutture turistiche rende la sosta particolarmente indicata per il camperista. Qui l’oceano non scherza: d’inverno furiose tempeste spazzano le rive, ricche di infidi scogli sommersi, e i naufragi sono tutt’altro che rari. Chi ama le immersioni subacquee potrà vedere i relitti adagiati sul fondo. Non sono solo barche di pescatori: durante la seconda guerra mondiale, la Spagna di Franco (galiziano anche lui, di Santiago), formalmente neutrale, appoggiava segretamente i nazisti. Così nelle insenature costiere della Galizia sostavano spesso, ben nascosti, gli U-Boot tedeschi. La cosa non rimase a lungo segreta: gli Alleati effettuarono spesso incursioni aeree da queste parti, affondando diverse unità.

Una lunga serie di strade conduce a Vigo, Pontevedra Vilagarcia, Santa Uxia e alle tante località minori affacciate su un mare blu profondo. Consigliamo comunque una visita a Capo Finisterre, seguendo le orme dei pellegrini che alla fine del Medioevo non mancavano di puntare verso Fisterra e Muxia, località legate alla predicazione e alla traslazione di San Giacomo. Qui i fedeli raggiungevano la fine del mondo conosciuto, contemplando l’oceano nella bellissima “Costa da Morte”. Il punto più occidentale del nostro continente, in verità, appartiene al Portogallo, ma Capo Finisterre possiede sicuramente un fascino tutto suo, legato alla concezione celtica che vedeva in tutti i promontori una sorta di ponte da cui le anime dei defunti si imbarcavano per raggiungere l’aldilà.

Inevitabilmente il viaggio da Santiago al capo è anche un viaggio a ritroso nel tempo: seguendo la LC-450, si passa il Rio Tambre con i suoi paesaggi nordici e verdissimi per poi voltare verso Muros, uno dei porti pescherecci più graziosi della zona. Cataste di strane nasse a imbuto testimoniano l’attività principale dei marinai locali: la pesca del pulpo, che finisce per diventare, insieme alla concha (la conchiglia simbolo del pellegrinaggio verso Santiago) uno dei piatti più tipici della cucina gallega.