Il Parc Nacional d’Aigùes Tortes i Estany de Sant Maurici si trova in territorio spagnolo, 24.000 ettari di foreste e guglie che sfidano il cielo, rocce granitiche e ardesie formatesi 200 milioni di anni fa. I grandi ghiacciai del Quaternario le modellarono in ampie e piccole valli e, quando si ritirarono, lasciarono numerosissime conche dove l’acqua tuttora si deposita. Il parco tradisce infatti, già nel nome, le sue caratteristiche, comprensibili anche a chi il catalano lo mastica poco. Aigùes tortes evoca un insieme di tortuosi ruscelli saltellanti e gli estany, in quanto stagni, non hanno bisogno di presentazioni. L’unico parco nazionale della Catalogna è quindi un parco fatto di acqua, con una concentrazione di laghi e laghetti (oltre 200) che ha dell’incredibile, dove la terra è intrisa di umidità tutto l’anno, ma in un substrato poroso che rende aride le pendici della montagna poche decine di metri intorno. Ecco così raccolte, in uno spazio minimo, le condizioni ideali per piante di ambienti anche molto diversi fra loro. La particolare esposizione climatica fa il resto, consentendo una varietà che sorprende l’escursionista. La ricchezza della flora e l’incredibile presenza di endemismi è stata infatti la molla che ha spinto alla protezione di quest’area, ancor più dei suoi pur notevoli panorami. L’itinerario all’interno del parco riassume in un’unica passeggiata praticamente tutta la flora pirenaica e finisce così per diventare la visita a una specie di giardino botanico spontaneo.

Il camper deve essere lasciato a Espot, dove la strada praticabile finisce e un comodo parcheggio sterrato, appena all’inizio del paese, permette di pernottare in zona strategica. Chi lo preferisce può optare per il campeggio che si trova esattamente dalla parte opposta del paese, ma è raggiungibile con qualche difficoltà dai mezzi ingombranti. A poche decine di metri dal parcheggio è situato il centro turistico del parco, riconoscibile dalle numerose jeep-taxi parcheggiate. Conviene afferrare l’occasione al volo. Il parco è un insieme aspro di guglie e rocce quasi verticali, i percorsi sono perciò limitati e si contano sulle dita di una mano. La passeggiata classica, la più bella sia dal punto di vista botanico che paesaggistico, è quella cosiddetta dei ‘sei laghi’ che porta alle Agulles d’Amitges, attraverso l’Estany de Sant Maurici. Si divide in due tronconi: uno lungo e monotono (circa 8 km) che unisce Espot all’Estany de Sant Maurici, splendido lago incastonato fra montagne che superano i 2700 metri, e uno interessante ma impervio (3-4 km) che dal lago stesso porta alle guglie.

La combinazione migliore consiste nel fare in jeep (1.000 pesetas a persona, andata e ritorno) il primo tratto, fino all’Estany de Sant Maurici, e a piedi il secondo. Quella più pigra, invece, nell’effettuare tutto il percorso in jeep (2.000 pesetas, poco più di 20.000 lire a persona, andata e ritorno), arrivando fino alle Agulles d’Amitges, ma così si perde il meglio. La soluzione più astuta è di scegliere la seconda combinazione, fare in jeep tutta l’andata e a piedi solo il tratto fra le guglie e il lago. In discesa, si sa, tutti i santi aiutano e la praticabilità del sentiero, che poi è la strada percorsa dalle jeep 4×4, rende l’escursione alla portata anche di chi non ha le gambe particolarmente allenate. Prima di partire un’occhiata a Espot non guasta. Con le sue case in pietra e i tetti coperti di licheni rossi, il paese rappresenta un ottimo compromesso fra la necessità turistica dell’efficienza e il sapore antico della tradizione.