Da tempo avevamo il desiderio di andare a vedere la famosa Settimana Santa in Spagna, non giù a Siviglia, dove l’annunciata baraonda e la sicura presenza di troppi turisti avrebbe rischiato di turbare l’atmosfera, bensì in alcuni centri per così dire ‘minori’. Tra la Castiglia e l’Estremadura abbiamo così tracciato un itinerario a tappe, con distanze non eccessive, che i nostri lettori potranno ripetere senza alcun problema, magari aggiungendovi delle varianti. Tra sacro e profano Abbiamo iniziato la ‘spedizione’ a Valladolid, trovando subito e a sorpresa un ottimo parcheggio alberato lungo il fiume. Quindi nel prospiciente centro storico un suono di corni ci ha richiamato davanti alla prima chiesa, aprendo ufficialmente anche la nostra Settimana Santa. Sabato di Passione – Valladolid. L’impatto con i primi incappucciati, le prime fiaccole, il primo paso (quadro della Via Crucis; in particolare il ‘Santo Cristo de las Cinco Llagas’ di un anonimo del XVI secolo) è stato senza dubbio di grande emozione; in seguito ci saremmo abituati. Domenica delle Palme (Domingo de Ramos) – Valladolid. Dopo aver incrociato qua e là gruppi di figuranti, alcuni con in mano il costume da indossare, e averli seguiti per capire dove iniziasse la cerimonia, abbiamo infine risolto che bastava attendere davanti alla cattedrale: lì sarebbero confluite le varie congregazioni, ognuna coi suoi colori, i suoi stendardi, i suoi pasos. Grande spettacolo, e la città percorsa per ore da trombe e tamburi. Nel pomeriggio era prevista la ‘Procesiòn del Traslado del Santo Cristo de Laguna de Duero’, a neanche dieci chilometri da Valladolid. Traffico sulle strade quasi inesistente, troppo forte la tentazione di una puntata in bicicletta. Laguna de Duero è un villaggio di case moderne, e l’unico edificio interessante è la parrocchiale, sul cui sagrato abbiamo trovato una piccola folla ad attendere l’uscita del paso. Poi il corteo di mantelli bianchi e rossi e di mantiglie nere si è snodato davanti alla statua del Cristo morto fino all’insolita cornice dello svincolo autostradale Non avevamo capito che la processione avrebbe proseguito e che il ‘Traslado’ si intendeva fin dentro la stessa Valladolid, finchè lungo il percorso del nostro rientro gruppetti di persone ferme sul marciapiede hanno cominciato a chiederci notizie: ci siamo sentiti a far da staffetta! Più tardi siamo di nuovo usciti ad attendere l’arrivo della processione, ma è stato un errore: la piazza era transennata, con la polizia avanti e indietro, il corteo si è fatto attendere a lungo, poi sono arrivati a scorta del ‘Traslado’ degli uomini a cavallo che prima non c’erano e infine l’illuminazione stradale stravolgeva i colori, rendendo irriconoscibili i protagonisti lasciati poche ore prima in ben altro contesto.