Al margine nord-orientale della regione di Castilla y Leòn, su una meseta a quota 800 con aspri rilievi, canyon e clima continentale, la provincia burgalesa è un appassionante condensato di storia e cultura iberica. Il punto di partenza è senz’altro il capoluogo Burgos, tappa del Cammino di Santiago (vedi PleinAir nn. 295, 297, 324/325). Questo grande itinerario della fede, insieme agli scavi di Atepuerca (vedi approfondimento ‘Qui nacque l’Europa’) , è uno dei tre tesori cittadini dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Completa l’elenco la spettacolare Cattedrale – opera di Juan de Colonia – che con il suo inconfondibile profilo e le guglie svettanti costituisce un richiamo obbligato per i turisti e i pellegrini. E da qui conviene iniziare la nostra visita al centro storico. L’edificio è dotato di quattro porte: accanto a quella detta di Coroneria, vi è la Scala Dorata progettata da Diego de Siloe. L’interno, a tre navate, mostra numerose cappelle (anche funerarie) e un lucernario ottagonale a cupola, in corrispondenza del quale si trova la tomba del Cid Campeador, il condottiero che nell’XI secolo fu a capo della Reconquista, la sanguinosa lotta del mondo cristiano contro il dominio dei Mori. Dopo la Cattedrale ci avviamo sull’itinerario cittadino più… collaudato, coincidente proprio con il Cammino di Santiago; basta seguire le conchiglie impresse nel selciato e lasciarsi guidare attraverso monumenti romanici e gotici (tra questi le chiese di Santa Maria la Real y Antigua e di San Lesmes, l’arco di San Juan e quello di San Martino). Per arrivare al celebre monastero de Las Huelgas Reales occorre invece attraversare il parco di El Parral e superare l’Ospedale del Re, oggi sede universitaria. Il complesso religioso fu costruito da Alfonso VIII alla fine del XII secolo per ospitare le spoglie della famiglia reale; all’interno è possibile visitare il chiostro romanico e la sala capitolare, a vetrate decorate, dove sono esposti antichi vestimenti (pelotas) in seta e filo d’oro. Prima di lasciare la città si potrà puntare verso la Cartuja de Miraflore, mausoleo marmoreo dedicato a Giovanni II di Castiglia. Nei dintorni Un anello stradale di circa 200 chilometri consente di ammirare a sud di Burgos altre emergenze storiche spesso sconosciute al grande pubblico. Lerma Oltrepassata la porta dell’antica cinta medioevale ci si immette direttamente nella Plaza de la Villa, una delle più grandi piazze porticate della Spagna barocca. Il seicentesco tessuto urbano racchiude monumenti interessanti come la Collegiata di San Pietro (aperta dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 19, chiusa il lunedì), con l’altare barocco e due organi del 1615 e 1616, tra i più antichi della Spagna. Presso il monastero delle Clarisse si acquistano ottime torte e pasticcini preparati dalle suore di clausura. Penaranda de Duero Situata nel cuore della Ribera del Duero a 18 chilometri da Aranda de Duero, è dominata da un castello del X secolo, dichiarato monumento nazionale. Tra le opere d’arte e i numerosi palazzi degni di nota, in Plaza Mayor de la Villa si eleva maestosa la Collegiata, uno degli edifici religiosi più importanti e misconosciuti di Spagna; di fronte, l’imponente dimora della famiglia Avellaneda. Da non perdere una visita alla botica, l’antica erboristeria fondata nel 1685, gestita nei secoli dalla stessa famiglia e a tutt’oggi in funzione come farmacia: insieme a quella di Santo Domingo de Silos è una delle più antiche di Spagna. Da vedere, in particolare, la sala laboratorio e la serra per la coltivazione delle piante officinali. Santo Domingo de Silos Presso il celebre monastero, importante centro culturale della Spagna medioevale, ha avuto i natali la lingua castigliana; ma probabilmente i più ne conoscono il nome per i canti gregoriani che hanno valso ai monaci il Grammy Award nel 1996. Il grande chiostro a doppio ordine del XII secolo è un autentico gioiello del romanico, impreziosito da bassorilievi e capitelli riccamente lavorati che si sviluppano intorno al giardino, dominato da un cipresso alto 25 metri. Meta assidua di pellegrinaggi, il luogo conserva un’atmosfera di raccolta e sentita religiosità che ha il suo culmine nella recita delle ore, durante la quale è possibile assistere alla preghiera cantata. Il complesso ospita anche un’antica farmacia e un museo (per informazioni: tel. 0034/947/390049, www.silos.arrakis.es). Covarrubias Importante centro che fu capitale dell’Infantado de Covarrubias, è caratterizzato da case in legno e piazze porticate; da non perdere la Collegiata dei santi Cosma e Damiano (aperta tutto l’anno dalle 10.30 alle 14 e dalle 16 alle 19, chiusa il martedì) costruita nel Quattrocento, con chiostro del XVI secolo. Nell’interno a tre navate sono custodite, come in un pantheon, numerose tombe nobiliari; nel museo parrocchiale annesso al chiostro sono esposti retablos trittici, statue lignee, documenti, libri liturgici, paramenti sacri datati tra il XV e il XVIII secolo. Tra tutti spicca lo spettacolare trittico ligneo raffigurante l’Adorazione dei Magi, attribuito alla scuola di Gil de Siloe.