Era la quinta volta, fra attraversamenti e non, che tornavamo in Spagna, senza contare uno sconfinamento a Barcellona dalla vicina Francia. Avendola perciò girata praticamente tutta, era difficile non passare per luoghi già visti. Ma a distanza di anni cambia la chiave di lettura, siamo cambiati noi e purtroppo rischia di essere cambiato anche il contesto. Davanti a un bivio ci si trova a decidere se conservare i bei ricordi o andare a vedere cosa è successo nel frattempo. Noi, inguaribili curiosi, mai una volta desistiamo dallo scegliere la seconda soluzione. Al ritorno dalla ricerca sui riti pasquali, la scorsa primavera ci siamo ritrovati a pensare ad un itinerario alternativo. Posto che da Madrid dovevamo passarci per visitare degli amici, restava poi un bel pezzo di Spagna da attraversare. Abbiamo perciò deciso di tornare in luoghi già visitati, con tutti i rischi che avrebbe comportato.

Nella furia di anticipare la processione serale, arrivando da Valladolid avevamo saltato la cittadina di Toro che fra gli altri monumenti conserva un vero gioiello, anzi una rarità, la Puerta della Majestad, all’interno della Collegiata. Rimasto protetto da un secondo ingresso coperto, il portale conserva intatta la colorazione originale, e al vederlo si riflette su come nell’antichità si dipingessero statue e bassorilievi e su come strani ci apparirebbero oggi famosi monumenti nell’edizione primitiva. Poi siamo tornati a Segovia. Nel nostro primissimo viaggio c’eravamo frettolosamente limitati al suo monumento più famoso, il castello dove tutti vanno, perdendo le atmosfere che si vivono per le animate vie del centro, nonchè gli altri monumenti come il portico dai capitelli istoriati di San Martin.

Altro gioiello sulla strada per Madrid; dormito in grande tranquillità sulla terrazza (praticabile alle auto, quindi anche al nostro camper!) di Santa Maria la Real de Nieva, ci siamo poi chiesti cosa avremmo perso se ce ne fossimo andati senza attendere l’apertura della chiesa che dà nome al paese. Il chiostro, anch’esso con capitelli scolpiti, ingiustamente ignorato dai circuiti ufficiali, ci è parso invece uno dei più interessanti visti in Spagna. A Madrid avevamo degli amici in un sobborgo moderno: non un quartiere dormitorio, bensì una piccola città giardino (Tres Cantos) che la vicina autostrada collega al centro della capitale in pochi minuti. Tutto questo per dire che siamo arrivati di prima mattina e di domenica dietro il Prado, scoprendo una vera chicca: nella prima piazzetta a fianco della Calle de Alcalà c’è un parcheggio assolutamente libero; il fortunato che riesce a trovare un posto può restarci per giorni. A Madrid peraltro eravamo voluti capitare di domenica per visitare il ‘Rastro’, il pittoresco mercato che si tiene sulle vie attorno a Plaza de Cascirro, a due passi da Plaza Mayor. Dal Prado ci si va a piedi.