Proprio non te l’aspetti, alle porte della nostra bellissima Italia, un paradiso simile. Perchè la Slovenia è uno di quei paesi al crocevia tra montagna e mare dove il verde, superata la frontiera, non ti abbandona più, mentre le distanze contenute tra le località di maggior interesse – si tratti di città storiche o di pittoreschi villaggi – consentono di vivere una vacanza itinerante tranquilla e al tempo stesso ricca di piacevoli sorprese. Insolita ma non così rara, la nostra minicarovana è formata da tre ragazzi in auto più caravan e da una coppia con tre figli a bordo di un capiente mansardato: in più di una situazione, la disponibilità della vettura consentirà di effettuare visite a breve raggio senza dover spostare ogni volta i v.r. dalla piazzola. Prima tappa, a 43 chilometri dalla frontiera di Gorizia, sono le grotte di Postumia che si addentrano nel versante orientale del Carso. A pochi minuti dal centro abitato e dall’entrata di questo vero e proprio luna park sotterraneo c’è il camping Pivka Jama, circondato da un fitto bosco di abeti e faggi (ma lo stato delle toilette, almeno in agosto, lascia un po’ a desiderare). Dei 25 chilometri su cui si sviluppa il complesso ipogeo, un quinto è aperto alle visite turistiche: un trenino ci porta lungo la prima metà del percorso, incontrando subito incredibili formazioni di stalattiti, stalagmiti e fiabesche lenzuola di calcare attraversate dalla luce. Delle molte sale la più interessante è quella dei Concerti, che può accogliere fino a 10.000 persone; una curiosità è il Proteus anguinus, un anfibio che vive solo in queste grotte. La visita dura circa un’ora e mezzo con partenza del trenino ogni trenta minuti ma prevedendo, soprattutto in alta stagione, lunghe file. Alle casse si può acquistare anche il biglietto per il non lontano castello di Predjama: costruito in due riprese nel XIII e nel XVI secolo, è legato alla leggendaria figura di Erasmo, una sorta di Robin Hood sloveno che qui visse nel Quattrocento; nella visita si può includere (con biglietto a parte) una passeggiata nel lungo cunicolo di cui il simpatico brigante si serviva per rifornirsi di cibarie. A 3 chilometri dal centro di Lubiana si trova il camping Jezica; proprio di fronte transitano le linee di autobus 6 e 8 che portano nel cuore della capitale slovena (il biglietto, acquistabile anche alla reception del campeggio, è in realtà un dischetto di plastica da inserire in un bussolotto collocato vicino all’autista). La città, attraversata dal fiume Ljubljanica che poco più avanti si getta nella Sava, è semplicemente stupenda e con una ben percepibile atmosfera di nobiltà mitteleuropea. La Mestni Trg, ovvero la piazza del municipio, vanta una fontana settecentesca dell’italiano Francesco Robba che, sulla falsariga di quella del Bernini collocata in Piazza Navona a Roma, rappresenta i tre fiumi carniolani. Dopo la piacevole passeggiata fino alla Stari Trg, dove si ammira la chiesa gesuita di San Giacomo, immancabile la tappa allo Zmajscki Most, il Ponte dei Draghi simbolo della città. Sul lungofiume e sulle vie del centro, tra caffè all’aperto e locali notturni frequentati anche dai numerosi studenti della prestigiosa università locale, domina la mole del Grad, la rocca dalla cui alta torre sommitale si apprezza la vista più ampia di Lubiana; all’interno anche un interessante museo multimediale. Ridiscesi dal castello, si continua a seguire la Ljubljanica le cui sponde alberate e i bei ponti si devono a Joze Plecnik, l’architetto che nel Novecento ha ridisegnato il volto della capitale: dalla Tromostovje, la piazza dei Tre Ponti, si può accedere al mercato visibile dietro il porticato a picco sull’acqua. Non manca un immenso e bellissimo parco pubblico, il Tivoli, con viali alberati, sculture, 18 ettari di giardino zoologico, il palazzo dello sport Hala Tivoli e il Tivolski Grad, un castello eretto dai gesuiti nel 1703. Chi ha con sè la bicicletta o i pattini potrà farne ottimo uso: una rossa ragnatela di piste ciclabili affianca la rete stradale urbana, e non è raro incontrarvi giovani mamme e papà in rollerblade che spingono il passeggino del bebè. Mezz’ora di agevole guida ci separa da Bled, quasi al margine orientale del parco del Triglav, dove ci accoglie il bellissimo e ben curato camping Sobec. La cittadina dista pochi minuti e si presenta con il meraviglioso colpo d’occhio sul lago di un intenso blu cobalto e la minuscola isoletta su cui sorge un santuario mariano: vi si arriva noleggiando una pletna, caratteristica imbarcazione a remi. Su uno spuntone roccioso si leva il Blejski Grad, il millenario castello che sorveglia il lago da 124 metri di altezza e offre una mostra di costumi e arredi del Seicento e moderni touch-screen per approfondire la storia del luogo. Bled è famosa anche per le sue fonti termali, che nell’Ottocento la resero uno dei più frequentati luoghi di cure dell’aristocrazia europea grazie alle terapie studiate dal medico svizzero Arnold Rikli: l’acqua, tenuta a temperatura sempre elevata dalle sorgenti subacquee che sgorgano presso il lago, evapora con particolare intensità nelle ore notturne e molti decidono di bagnarsi tra i vapori che si alzano verso il cielo. A pochi chilometri da Bled, una deviazione da non perdere è quella per le gole di Vintgar (ingresso a pagamento), un canyon che si addentra nelle Alpi slovene con pareti a picco di altezza strabiliante, capaci di raggiungere in alcuni punti i 300 metri. La passeggiata, di circa 2 chilometri, avviene su un sicuro camminamento di legno addossato alla roccia – attenzione agli spuntoni – fino alla cascata di Sum, alta 13 metri. Proseguendo lungo il perimetro esterno del parco si arriva al lago di Bohinj, il più grande della Slovenia: profondo fino a 45 metri, ha acque limpidissime che sfumano dal blu al turchese al verde smeraldo. Della corona di monti che lo circonda, il più accessibile da qui è il Vogel grazie a una funivia che sale a 1.535 metri; volendo, si può proseguire in seggiovia fino a quota 1.800 circa dove la vetta è indicata da un crocifisso in legno e dall’immancabile baita in cui assaggiare spuntini a base di formaggi, salumi e birra. Prima di riprendere la via di casa, è qui che salutiamo il Triglav e le sue cime, il famoso Tricorno delle Alpi Giulie: insieme alle onde dei fiumi e dell’Adriatico e alle stelle dei limpidi cieli sloveni, l’aguzzo profilo del massiccio spicca anche sulla bandiera nazionale ricordando al visitatore i bellissimi paesaggi di questo delizioso paese.