Ci sono sempre tanti modi per visitare una città. Per Praga ce nè uno intrigante: il mistero e la magia. Da dove iniziare? Dall’antico cimitero ebraico, naturalmente. Circa 12.000 lapidi di pietra arenaria sono ammassate le une contro le altre in uno spazio molto ristretto dove in inverno, quando la luce è debole e opaca, la neve stende un silenzio quasi irreale, interrotto a tratti dal vento gelido. E all’improvviso l’atmosfera diviene spettrale e sinistra. Ma se la curiosità supera la voglia di abbandonare il posto di corsa, si può camminare tra i sepolcri per capire qualcosa della storia.

Si sa che per oltre trecento anni, a partire dal XV secolo, questo fu l’unico luogo in cui era permesso agli ebrei di sotterrare i morti e, a causa della mancanza di spazio, le tombe vennero sovrapposte fino a formare numerosi strati. Il cimitero (U starho hrbitova) è di fatto una fonte preziosa per lo studio della Comunità Ebraica di Praga. Dalle iscrizioni delle stele funerarie si possono ricostruire non solo l’identità delle persone, ma anche particolari della loro vita. Il grappolo, il pesce, le forbici sono tra i simboli ricorrenti, fondamentali per capire a quale famiglia apparteneva il defunto o la professione che svolgeva (le forbici ricordano i sarti, le pinzette i medici, il mortaio i farmacisti e le mani benedicenti erano legate alle famiglie i cui membri occupavano cariche sacerdotali).

La lapide più ampia è quella del Rabbi Low (morto nel 1609), un rabbino praghese molto amato dalla gente, al quale si attribuivano poteri magici. La si riconosce per i piccoli sassi che i visitatori lasciano insieme ai loro desideri che solo così possono avverarsi. Si racconta, ma questa è solo una delle tante versioni, che nella Praga dell’imperatore Rodolfo II (1576-1611) Rabbi Low, aiutato da alcuni suoi discepoli, plasmò un essere di terra e di argilla dalle sembianze umane e dopo lunghi rituali infuse la vita al suo Golem (in ebraico antico significa ‘materia non plasmata’) introducendogli in bocca lo schem, una pergamena con il nome di Dio. Il Golem servì fedelmente la famiglia del rabbino. Ma quando una sera questi dimenticò di togliere lo schem, la creatura, presa dalla follia, devastò la casa. Appena Rabbi Low riuscì a strappargli dalla bocca il magico foglietto il Golem ritornò ad essere polvere e fango e i suoi resti furono sepolti, si dice, nella Sinagoga Vecchia-Nuova.

Leggende a parte, la sinagoga (Ut. Cerven) vale una visita. Costruita nel XIII secolo in stile gotico, è il più antico edificio del ghetto. All’interno sono conservati lo storico stendardo degli ebrei di Praga con la stella di Davide e il seggio di Rabbi Low. Nel quartiere ebraico, chiamato Josefov in onore dell’imperatore Giuseppe II che abolì parzialmente la discriminazione religiosa emanando nel 1781 un editto di tolleranza, sono inoltre da non perdere la Sinagoga Klaus (U starho hrbitova, 1) e la Sinagoga Maisel (Maiselova, 10). Quest’ultima conserva una bella collezione di oggetti di culto, fra cui manici per i rotoli della Torah, contenitori d’argento, candelabri a braccia.