Il fiume Dunajec segna per molti chilometri il confine tra Polonia e Slovacchia. La gran parte del percorso si sviluppa all’interno di una splendida gola, attorno alla caratteristica sagoma della cima delle Tre Corone. Tutto l’insieme è così bello che è stato protetto da un vincolo a parco e offerto alla fruizione del pubblico, che può discendere il fiume su degli zatteroni. Il tutto assume un tono giocoso che fa dimenticare l’esistenza del confine, al punto che è stato ricavato sul versante slovacco uno stupendo sentiero pedonale e ciclabile (su quello polacco non sarebbe fisicamente possibile): affianca il percorso fluviale per tutta la lunghezza ed è accessibile dal punto di sbarco senza alcuna formalità.

Per godere di questa impareggiabile esperienza occorre recarsi a Sromowce, a circa 60 chilometri da Zakopane: seguite le indicazioni per Nowy Targ, poi per Kroscienko o Niedzica e infine quelle per l’imbarcadero. Qui troverete il parcheggio, una bella area sul fiume, un piccolo museo, la biglietteria e qualche ristoro; vi assegneranno un numero di zattera e l’attesa sarà solo di pochi minuti. La discesa dura circa tre ore, la prima delle quali si sviluppa in un tratto abbastanza aperto punteggiato di campeggi, spiaggette ed altre aree verdi su entrambi i lati. Al termine si approda nel piacevolissimo centro di villeggiatura di Szczawnica, dove troverete tanti deliziosi ristori (in quello più vicino al pontile abbiamo gustato due enormi trote, patatine fritte e birra). Un bus, il cui biglietto è compreso nel prezzo per la discesa, riporta al punto di partenza. Non conviene però limitarsi a questo e lasciare la zona: consigliamo invece di portarsi qui con il camper (nessun problema per la sosta) e fermarsi un altro giorno.

Si potrà così esplorare con calma tutta la zona vacanziera tra Szczawnica e la vicina Kroscienko (bici, bagni di fiume) e soprattutto inforcare la bici e ripercorrere a ritroso le gole lungo il sentiero slovacco. Lungo la strada che vi riporta a Nowy Targ e poi a Cracovia, non mancate infine di visitare la chiesetta in legno di Debno, considerata non a torto la più artistica nel suo genere.