La mattina del Giovedì Grasso, la Coumba Freide è tutta in fermento: nella stretta vallata che collega la città di Aosta al Passo del Gran San Bernardo ci si prepara ad accogliere il Carnevale. Nel costume tradizionale, il volto nascosto da una maschera, le landzette scendono in strada e si affrettano lungo le caratteristiche viuzze del paese di Etroubles: camminano veloci lasciando nella neve le loro impronte che convergono nella piazzetta del Municipio, luogo d’incontro di tutti i personaggi di quest’antica manifestazione. Quando non manca più nessuno all’appello il portabandiera, vestito di nero con naso finto e cilindro in testa, soffiando nel suo corno raduna il gruppo e si incammina seguito dalla benda, a cominciare dai suonatori e dalla coppia formata dall’arlecchino e dalla demoiselle. Il primo indossa una casacca azzurra ricamata con paillettes, pantaloni multicolori, un più scanzonato cappello a cilindro decorato con fiori di stoffa, una cascata di nastri colorati e arricciati che gli scendono sulla schiena e specchietti che la tradizione vuole servano a scacciare gli spiriti malefici; una miriade di campanellini cuciti sul costume producono un caratteristico tintinnio mentre salta e balla. La dama, con il viso coperto da una mascherina, porta un abito di velluto anch’esso ricamato con paillettes e perline. Altrettanto ricco e variopinto è l’abbigliamento delle landzette con la giacca simile a un frac, una larga cintura che regge un grosso campanello, il cappello a forma di tricorno aperto verso l’alto, in mano un corto bastone da cui esce una coda di cavallo; seguono il diavolo, l’orso e per ultimi, distanziati dal gruppo, il toc e la tocca, la coppia di vecchi matti, lui in giacca e pantaloni, lei con una grande gonna, foulard in testa, seno e fianchi abbondanti. La benda si dirige danzando verso la piazza principale dove le landzette formano un girotondo, al cui centro si dispongono gli altri personaggi. Quando la guida suona il corno, le maschere rompono il cerchio ed emettendo il loro tipico grido, l’etsello, si lanciano all’inseguimento di qualche spettatore per gettarlo nella neve o passargli la coda di cavallo sul viso o tra le gambe. L’atmosfera è carica di allegria: il demonio, con un abito rosso e una mantellina sulle spalle su cui si legge la scritta “W lo djablo”, punzecchia con il tridente le gambe della gente radunata tutt’intorno, mentre il toc e la tocca picchiano con il bastone tutti quelli che sono riusciti a sfuggire alle landzette. Secondo l’usanza che vuole le maschere ospiti delle famiglie di Etroubles e delle frazioni vicine, la benda sosta nella cantina del sindaco. Mazurke, valzer e polke riempiono l’aria mentre il corteo gusta il vino, il caffè con la grappa e le dolci merveille a base di farina, uova e zucchero. E’ solo la prima tappa di un itinerario che prosegue nel villaggio di Echevennoz: qui ci si reca presso i Letey il cui banchetto è rinomato per la qualità delle salsicce e del formaggio, e poi nella casa e nella stalla dei Ronc dove ogni anno si trovano i peisson breusque, piccoli pesci che arrivano dalle lontane acque del Mediterraneo. Sarà poi la volta dei Veysendaz, che offrono un ottimo caffè a tutto il pubblico, e dei Farinet, nel cui ampio garage si possono gustare prosciutto e pane nero.