Il Salento ha motivazioni per la vacanza forti e molteplici: un mare fantastico per la diversità fra le due coste, una campagna ricca di sapori, una cultura locale viva e interessante, un assetto territoriale gradevole. Insomma, può a buon diritto figurare nel campionario dei più completi ‘distretti del pleinair’, e non solo d’Italia, soprattutto ora che la zona si va attrezzando di servizi e strutture rispondenti alle esigenze del turista itinerante.

La costa adriatica L’antica Terra d’Otranto (o Promontorium Iapygium), denominata in seguito Piana Messapica, è un altopiano rialzato sul mare ma declinante verso ovest, e questo fa sì che la costa orientale adriatica del Salento precipiti bruscamente in mare disegnando scenari a volte arditi e spettacolari.

Tra Torre dell’Orso e Sant’Andrea. Nella zona tra Roca Vecchia e Torre dell’Orso s’incontrano spiazzi e sterrati per la sosta dei camper, che consigliamo solo giornaliera. Qui si trovano anche una bella piscina naturale tra le rocce e suggestive fortificazioni dell’antico porto romano. Qualche chilometro più a sud, in località Sant’Andrea, c’è ancora il parcheggio panoramico (a pagamento) sul mare dove sostammo dieci anni fa, ma purtroppo nessuna area attrezzata. Il luogo, anche se molto affollato, è magnifico e invita ad avventurarsi in bici, specie al tramonto, lungo gli sterrati che si snodano tra pinnacoli, grotte e archi di rocce. Lo stesso itinerario può essere seguito con la canoa: non manca una discesa a mare, con approdo in una bella spiaggetta.

Otranto. E’ inutile cercare di parcheggiare nei pressi delle favolose spiagge di sabbia dei laghi Alimini: meglio allontanarsi dal caos della statale e raggiungerle successivamente con il gommone o lo scooter. Si punterà decisamente su Otranto (due i parcheggi a pagamento, appena fuori dal centro storico), la Hydruntum romana che fu per secoli un ponte strategico tra Oriente e Occidente. L’antico nucleo arroccato è uno spettacolo urbanistico e architettonico. Per strette viuzze lastricate si sale verso la cattedrale del 1088, la più grande di Puglia, al cui interno spicca un mosaico pavimentale del 1163 e dove sono conservate le reliquie di ottocento martiri, trucidati durante l’invasione turca del 1480. L’attuale castello a pianta trapezoidale, incastonato nel centro storico con torri, bastioni e mura, fu opera degli Aragonesi. Scendendo per le scalinate vista mare, dalle quali si nota l’organizzatissimo porto commerciale e turistico, si raggiunge il vivace mercato coperto dove si potranno acquistare i prodotti freschi della terra salentina: frutta e verdura, peperoncini e spezie, olio e vino, formaggi e dolci. Nella zona di Otranto, un lunghissimo percorso cicloturistico segnalato con targhe e tabelle permette di esplorare in bici i dintorni.

Porto Miggiano. Passata Otranto, si eviterà Porto Badisco (qui, secondo la leggenda, sbarcò Enea) assolutamente off limits nei mesi di punta, sia da terra che dal mare. Da segnalare, nei pressi, la Grotta dei Cervi, cavità naturale dove sono state scoperte pitture rupestri datate tra il 4000 e il 6000 a.C. In zona i camper possono sostare liberamente nel parcheggio panoramico di Torre Miggiano e in quelli decentrati di Santa Cesarea. Noi abbiamo preferito appoggiarci al camping Porto Miggiano: la struttura, non molto grande ma in bella posizione, è accogliente e tranquilla, distante 200 metri dall’omonima scalinata a mare (400 metri più a monte c’è anche il camping La Scogliera). Segnaliamo, per chi non usa il natante o ha bambini piccoli, che la spiaggetta è franata; al suo posto, una magnifica piattaforma di roccia levigata, a pelo del mare subito profondo. Porto Miggiano è il paradiso dei gommonauti: un esempio da imitare, soprattutto nelle regioni del Sud, per l’organizzazione e la valorizzazione dei tantissimi luoghi potenzialmente vocati alla piccola nautica da diporto. Il centro nautico Onda Blu è stato letteralmente scavato dentro l’altissima falesia e qui il turista può lasciare al sicuro il proprio natante. Nel porticciolo si possono noleggiare tutti i tipi di imbarcazioni: barche, gommoni, canoe, pedalò. Si organizzano anche visite con barconi-taxi (Compagnia Nocchieri, tel. 336 599600). Uno dei posti più suggestivi per l’escursione nautica è proprio la baia di Porto Miggiano. Andando verso nord, sfilano spettacolari e pittoresche vedute: di Santa Cesarea e dei suoi edifici arabeschi e moreschi, come il Kursaal, da cui occhieggiano torrette e gazebo (i tre stabilimenti termali di Santa Cesarea sono aperti da aprile a novembre; per informazioni, tel. 0836/944070 – 944314, Internet www.clio.it/TermeSantaCesarea). Ecco quindi incombere, con i suoi ottanta metri di altezza, la torre di Sant’Emiliano e poi il gigantesco faro del Capo d’Otranto, punto terrestre più orientale d’Italia. Tra Capo Est e la punta di Torre della Serpe appare il piccolo golfo delle Orte, favoloso ridosso di sabbia e mare color smeraldo. L’escursione nautica a sud di Porto Miggiano permette di accedere alle celebri grotte nei dintorni di Castro Marina: Zinzulusa, Romanelli e Rotundella, antichissimi insediamenti paleolitici. Il nome Zinzulusa deriva dal dialetto salentino (zinzuli vuol dire stracci penduli, in riferimento alle stalattiti e stalagmiti); la visita guidata alla grotta è effettuabile anche da terra.Santa Maria di Leuca. Nel percorrere lo stupendo itinerario panoramico verso sud, lungo il quale si incontra il bianco paese di Castro Marina, compaiono indicazioni di accesso pubblico al mare. Tra Marina di Andrano e Tricase Porto, la carreggiata non si presenta larghissima a causa delle auto ferme ai bordi della strada; a Tricase Marina c’è invece una buona possibilità di sosta volante al porto. Fino a Santa Maria di Leuca, splendido il tracciato alto della Statale 173 dove si ammirano intensi panorami, con gli uliveti che accompagnano lo sguardo verso il mare (nelle giornate limpide si vede anche la costa albanese). In località Ciolo, un piccolo fiordo raggiungibile a piedi dalla strada si addentra nella montagna. Alla periferia di Santa Maria di Leuca ci accoglie la nuova area di sosta camper, attrezzata con wc ecologici, noleggio bici e moto, bus navetta gratuito per il centro. Il paese ha un bel lungomare e tanti negozi. La navigazione costiera in questa zona permette, con tempo e mare buono, di abbracciare i due mari con le loro vigili sentinelle: a est Punta Meliso con il faro (Canale d’Otranto), a ovest Punta Ristola. Il paesaggio, visto dal mare, è mozzafiato: scogliere altissime, grandi caverne e spettacolari grotte, come Terradico, dei Gabbiani e Ortocupo, mentre da Punta Ristola verso Torre San Gregorio si incontrano quelle più piccole del Drago, del Fiume, del Presepio, Tre Porte nella costa che si abbassa progressivamente (per visite guidate e noleggio natanti: Piccola Nautica, tel. 0833/758185 oppure 338 3003529).

La costa jonica A differenza del versante adriatico, qui il Tavoliere affonda dolcemente nel mare. Non ci sono tratti di falesia spettacolari nè panorami godibili dall’alto, ma non mancano scorci di mare sensazionali e unici. Purtroppo anche qui, in alcune zone, il turismo residenziale ha degradato il contesto ambientale con un’edilizia casuale e invadente.

Torre Mozza. L’idilliaca situazione che descrivemmo undici anni fa non esiste più. Il luogo è soggetto a un afflusso giornaliero al limite della sostenibilità: da un lato i bagnanti, sulla spiaggia di sabbia a ridosso del bianco paesino con torre saracena, dall’altro i camperisti, piazzati nella zona della scogliera a sud del paese. Le decine e decine di camper che fanno sosta stanziale dovrebbero evitare di sequestrare tutti gli spazi prospicienti il mare, dato che proprio qui è stata appena inaugurata un’area di sosta dotata anche di servizio ristoro.

La riviera di Ugento. Le dune semisommerse della zona di Ugento ricordano i colori dei mari tropicali: blu, verde, smeraldo e ocra, un mare cristallino ma poco profondo e lungo la costa, in omaggio alla natura mediterranea, una folta e fresca pineta. Questa volta sostiamo presso il camping Riva di Ugento (tel. 0833 933600). Le dimensioni e l’ordinata organizzazione della struttura non pregiudicano la sensazione di campeggiare in un’oasi di verde e tranquillità. L’alaggio quotidiano del gommone sulla spiaggia di sabbia non è semplice, ma il personale si farà in quattro per aiutarvi. Il tratto marino più bello sono proprio i cinque chilometri tra Torre Mozza e Torre San Giovanni ( la statale cammina nell’interno). Da un paio d’anni a Torre San Giovanni è sorta un’area di sosta camper, spaziosa e ben gestita, dotata di luce, docce e scarico: lo spiazzo si affaccia sulla spiaggia attrezzata di servizi. Il paese è vicino, ricco di strutture per tutti gli approvvigionamenti. A Ugento una cooperativa gestisce con professionalità gli spazi ricreativi e di ristoro nella pineta e nell’adiacente spiaggia.

Tra Torre San Giovanni e Gallipoli. La costa fino a Marina di Mancaversa, invasa da un’edilizia caotica, si presenta piuttosto anonima e poco fruibile: unica eccezione la località di Torre Suda. Si parcheggia presso la bella e restaurata torre e nei grandi spiazzi naturali sul piccolo promontorio; nei pressi, un pittoresco punto di ristoro incuneato in una baia dall’acqua smeraldina. Torre Pizzo, selvatico promontorio che domina da sud l’ampio golfo di Gallipoli, è consigliabile visitarlo con la bici o lo scooter (la strada e la sosta sono sfavorevoli ai v.r.). Il circolo Legambiente di Gallipoli organizza visite guidate in mountain bike (Fernando Miggiano tel. 0836 806174). Anche il golfo di Gallipoli (dal greco ‘città bella’) va accuratamente evitato nei mesi di punta per l’eccessivo afflusso di veicoli parcheggiati persino in tripla fila lungo la costiera. Il nucleo antico della città sorge su un’isoletta collegata da un ponte: conviene parcheggiare il veicolo negli spazi a pagamento sulla terraferma e raggiungerlo a piedi. La passeggiata consente di vedere il panorama tra le fortificazioni del castello angioino e il porto, entrare nella Gallipoli vecchia dove sorgono ben 17 chiese, tra cui quella di Sant’Agata. Percorrendo poi la strada che accompagna il giro delle mura a scarpa, si aprono splendide vedute sullo Jonio: a sud, il bellissimo semicerchio che la Baia Verde disegna fin verso Torre Pizzo; l’isola di Sant’Andrea al largo (nelle giornate limpidissime si scorgono anche le cime della Calabria); il Golfo delle Conchiglie con la Punta dell’Inserraglio in direzione del tramonto.