Valle Grande (2 ore e 30 minuti a/r). Per raggiungere l’ingresso della valle, da San Giovanni Rotondo si segue la provinciale per Manfredonia, dove alcune indicazioni segnalano una sterrata che si inoltra fino ai pressi di un piccolo casolare. A destra si prende un sentiero panoramico che taglia a mezza costa il versante della valle. A circa mezz’ora di cammino il sentiero scompare e si trovano delle piccole pareti calcaree aggirabili con molta facilità. Si raggiunge un bel pianoro con vista sullo scabro tetto del Gargano (Monte Calvo, 1.055 metri). Continuando a zigzag tra gli affioramenti rocciosi si trova, verso destra, l’ingresso alto della Grotta Grande. Questo bel complesso sotterraneo, disposto su più livelli, è il relitto di una cavità un tempo molto più estesa e ridotta dall’arretramento evolutivo della valle. Da una prima caverna si scende in un piccolo corridoio che imbocca un riparo. Sul fondo si guadagna l’accesso a un angusto passaggio che sbuca in una vasta sala. Il percorso scende fino a un grande ingresso che domina una parete verticale (attenzione a non sporgersi). Si risale tutta la grotta e si attraversa il pianoro sommitale, per poi scendere comodamente lungo il versante e raggiungere il fondo della valle in corrispondenza della carrareccia d’ingresso.

Abbazia della Santissima Trinità (3 ore e 30 minuti a/r) Da Mattinata con la statale 89 si raggiunge in tre chilometri l’azienda agrituristica Monte Sacro (vedi Buono a Sapersi). Dopo aver lasciato i mezzi nel parcheggio si affronta una dolce salita lungo un nastro asfaltato, trascurando piccole vie laterali, fino ad imboccare a sinistra un sentiero interamente contrassegnato con vernice gialla e rossa. Si prende tra le rocce fino a guadagnare una cascina affacciata sul Piano di San Martino. Seguendo la traccia del percorso, all’ombra del bosco e tra grigi affioramenti rocciosi si parano orchidee colorate. Continuando a sinistra, il sentiero sale attraversando una piccola dolina e procedendo verso la cima di Monte Sacro (872 m), ormai vicina. Poco dopo, un verdissimo pianoro ospita le rovine dell’abbazia della Santissima Trinità. Anticamente tempio dedicato a Giove, trasformato in abbazia dai Benedettini, ebbe notevole prestigio e ampi possedimenti fino al suo declino e al totale abbandono.

Valle di Macchia (3 ore a/r) Da Manfredonia, seguendo la statale 89 in direzione di Mattinata, si svolta a sinistra per la semplice chiesetta della Madonna della Libera, preceduta da un modesto parcheggio. Proseguendo a piedi lungo la strada asfaltata, dopo circa 15 minuti di cammino segue uno sterrato in forte salita. Lungo il percorso si possono notare caratteristiche abitazioni scavate nel calcare, una delle quali d’aspetto ellenico con porte e particolari colorati di blu che contrastano col nitore delle mura. Si raggiunge così un grande pino d’Aleppo che si affaccia sulla valle di Macchia, terrazzata e punteggiata da ulivi e vecchi casolari che guardano la cima della Coppa Caramanico (609 m). Come le altre gole che si aprono verso sud, questa valle fu scavata dalle acque che dalle alte quote del promontorio scivolavano fino a tuffarsi nell’Adriatico. Più avanti si piega a sinistra di un bivio e tra saliscendi si raggiunge il versante opposto della valle, dove il sentiero digrada dolcemente tra muretti a secco fino a sbucare a non molta distanza dalla chiesa della Madonna della Libera.