Il marmoreo grattacielo di Rimini si scorge dall’arenile guardando a sud-est, dove la mitica Riviera Romagnola disegna una vastissima ansa prima di sfrangiarsi alle pendici di Cattolica e Gabicce Monte, sul verde promontorio di Focara. Sono i due estremi della cartolina panoramica che meglio identifica la zona e sa evocare quel tipo di località, quel tipo di turismo. Noi siamo sulla spiaggia di Igea Marina, insieme a tanti altri camperisti, a soli 9 chilometri dal centro del capoluogo; e se volgiamo lo sguardo a nord-ovest ecco l’altro grattacielo della Romagna balneare, a Cesenatico. Eppure è proprio qui, tra le più grandi potenze dell’industria turistica stanziale italiana, che il popolo del pleinair ha trovato una sua isola felice. A Bellaria c’erano molte delle condizioni perchè ciò accadesse. I bellariesi rappresentano l’estremo nord della provincia riminese, ma si sentono e sono diversi (ad esempio, nel calcio, la maggioranza tifa per il Cesena e non per il Rimini). L’aria e il tratto di paese hanno resistito al divertimentificio e al business a tutti i costi, come in altri piccoli borghi romagnoli in riva all’Adriatico: fino alla prima metà del Novecento qui la miseria arrivava a “sfogliare le ossa”, e chi non faceva il pescatore piantava le patate. C’erano stati, fin dai primi del secolo, sporadici insediamenti di alcune villette Belle èpoque, meta di aristocratici e notabili bolognesi che cercavano silenzio e tranquillità; proprio a Bellaria Alfredo Panzini edificò la Casa Rossa (che il Comune intende recuperare) in cui scrisse la maggior parte delle sue opere letterarie. Tutto poi accadde in pochi anni, nel dopoguerra: i grandi flussi turistici, quello tedesco in particolare, che cercavano buona cucina, mare tiepido e spiagge di sabbia – scoprendo e apprezzando nel contempo la proverbiale cordialità della gente di Romagna – cambiarono il volto e le attitudini della riviera.

Passeggiate mondane Oggi Bellaria e Igea Marina, le due località del Comune separate dal porto canale, si vivono bene a piedi e in bicicletta oltre che sul mare. Per brevi soste diurne en plein air sono a disposizione quattro grandi parcheggi custoditi e a pagamento: molto utilizzato da chi deve alare il gommone o il natante è quello affacciato sulla sponda di destra del fiume Uso, immediatamente prima del ponte ferroviario (lo scivolo di alaggio nelle acque del porto canale è accessibile a tutti gratuitamente). Naturalmente, per i pernottamenti in camper si dovrà optare per le aree attrezzate di Igea Marina oppure per i due campeggi fronte mare. Una linea molto efficiente di autobus, che ferma proprio davanti alle aree, collega Igea con Bellaria, San Mauro Mare e Rimini; ma la soluzione più facile e divertente (tutta pianura!) è muoversi con la bicicletta. Nel centro di Bellaria, che si sviluppa parallelo alla linea di costa, la magnifica Isola dei Platani è un ampio e lunghissimo viale alberato chiuso al traffico e scandito da aiuole, fioriere, caffè all’aperto. Nei pressi del porto canale sorge la Borgata Vecchia con il Museo della Conchiglia, allestito nell’antica Torre Saracena: la distanza dal mare di questa suggestiva costruzione del 1673, oggi recuperata, testimonia di quanto l’apporto alluvionale del fiume abbia allontanato la linea di spiaggia dall’epoca delle scorrerie piratesche. Nella torre, con tre piani coperti a volta e scala a chiocciola interna, vegliava all’epoca una guarnigione di cinque soldati e un comandante, muniti – così dicono le cronache – di “archibugi, spingarde, polveri e micce”; al suono della campana, in caso di pericolo, gli abitanti potevano “rinserragliarvisi” dentro e organizzarsi per la difesa. Col tempo la funzione dell’edificio e di altri analoghi si trasformò per ospitare la quarantena dei “sospetti di contagio” provenienti dal mare per i traffici commerciali, “in special modo da Genova”, e per la sorveglianza contro i contrabbandieri. Una colorita festa in costume ricorda in piena estate, per le vie della Borgata Vecchia, le ricorrenti invasioni turcomanne. Nel centro di Igea sono invece le vie dedicate ai poeti latini Ennio e Ovidio (interne al lungomare) a rappresentare l’anima verde di questa doppia città-giardino. Con la bici, non rinunciate a un’escursione a monte della ferrovia sino alla stupenda area verde del Gelso, un grandissimo parco rinaturalizzato alle spalle dell’abitato, con tre ingressi segnalati: piste ciclabili, giochi per i bimbi, un bel laghetto e tanta vegetazione palustre.