Le Gole del Raganello. Formate dall’omonimo torrente e situate nel versante calabro del Parco Nazionale del Pollino, sono sicuramente tra le più spettacolari e frequentate del Sud Italia. Il percorso integrale del canyon si snoda per 12 chilometri con un dislivello di circa 500 metri, e può essere diviso in due tratti. La prima parte, più facile, si snoda per circa 4 chilometri tra la timpa di San Lorenzo e quella di Cassano, con ingresso nei pressi della masseria Francomano e uscita alle Gole di Barile; da qui attraverso un ripido sentiero scavato nella roccia, la Scala di Barile, è possibile ritornare al punto di partenza.

Per giungere alle gole, dalla piazza di San Lorenzo Bellizzi si prende la strada per il ponte sul torrente Maddalena. Si attraversa un bosco di querce, e dopo 500 metri si imbocca uno sterrato che conduce alla masseria Russo. Da lì si prosegue a piedi attraverso una mulattiera. La parte inforrata si origina presso una gigantesca frana (quella del Grande Diedro) distaccatasi dalla soprastante timpa di San Lorenzo, che obbliga a complicati passaggi su massi giganteschi. Cinquecento metri più in basso vi è la limpida sorgente degli Equiseti, acqua cristallina che zampilla da una fenditura della roccia.

Lungo il percorso si incontra l’Anfiteatro del Diavolo, uno sfondamento tettonico da dove, poco più avanti, in caso di problemi è possibile uscire dalla gola risalendo lungo la Scala di Barile. La fine del percorso è segnata dalle Sentinelle di Barile, enormi massi aggirabili per un sentiero in alto a sinistra che porta al Ponte della Marsilia. Il secondo itinerario, più difficile ma più frequentato, si snoda per circa 6 chilometri partendo dalla masseria Armentano posta nei pressi di Pietraponte, originale ponte naturale formato da un enorme masso incastrato tra le pareti della gola, attraverso il quale si accede all’alveo del Raganello.

Per arrivare, venendo da Cerchiara di Calabria, 2 chilometri prima di San Lorenzo, bisogna prendere la strada asfaltata a sinistra e percorrerla per 1500 metri fino ad un pianoro alberato. La presenza della masseria e un sentierino sulla destra indicheranno la via verso Pietraponte. Piuttosto variato il percorso, con attraversamenti di laghetti, superamento di salti, passaggi in frana, piccole arrampicate; il tutto sovrastato dalla incombente presenza di altissime pareti a strapiombo. Scendendo ancora, in uno dei punti più stretti, si può scorgere la sagoma slanciata del Ponte d’Ilice, edificato verso il XIV secolo. Circa un chilometro più avanti, vi è una delle poche vie di fuga dal canyon in caso di problemi. Per la difficoltà di alcuni passaggi, in qualche punto è consigliabile l’uso di una corda. L’uscita dalle gole tra saltini ed attraversamenti è annunciata, dopo una lunga strettoia tra pareti meandriformi, dal Ponte del Diavolo, anch’esso medioevale, in prossimità dell’abitato di Civita. A causa del crollo del ponte, lo scorso inverno (quest’autunno dovrebbero iniziare i lavori di ripristino), un’ordinanza comunale vieta l’escursione in gola dal Ponte d’Ilice al Ponte del Diavolo. Ma i più sembrano ignorare tale divieto; in ogni caso si consiglia di chiedere informazioni al Comune prima di avventurarsi in quel tratto, e di procedervi accompagnati da una guida esperta.