Sebbene le isole dello Ionio siano meno frequentate di quelle egee, la maggiore tra esse è anche quella dove il turismo di massa detta con più vigore le proprie leggi; giunti da ogni parte del globo, i migranti della balneazione invadono letteralmente la bella Kerkira durante il periodo estivo, concentrandosi soprattutto nel nord. Meglio allora per ‘l’altro turista’, quello pleinair, sottrarsi alla babele dell’alta stagione e preferire periodi più tranquilli.

Approfittando delle ferie pasquali (che per i traghetti rimangono periodo di bassa stagione) si coglierà un tempo propizio per godere – insieme ai primi bagni – dell’esplosione di colori e profumi che allietano il paesaggio in primavera. Ma recandovi a Corfù durante la Pasqua coglierete anche uno dei momenti e delle atmosfere più significativi della vita comunitaria corfiota; il rito pasquale ortodosso, l’evento religioso e di costume più importante dell’anno, assume qui connotazioni spettacolari, con festeggiamenti e tradizioni cui tutti partecipano con sincera trepidazione.

Cristo è risorto! La Pasqua si festeggia in tutta la Grecia con grande solennità e partecipazione popolare. Esistono però varie tradizioni regionali, ed una delle più caratteristiche e suggestive è senz’altro la Pasqua che si celebra a Corfù. Per gli ortodossi, la Pasqua è la festività religiosa più importante; generalmente cade in aprile, ma non sempre coincide con la Pasqua cattolica, che normalmente la precede di una settimana.

La ricorrenza impegna l’intera popolazione per tutta la Settimana Santa. Le chiese sono sempre affollate durante questi giorni di lutto, e le sere di mercoledì, giovedì e venerdì i bar e i luoghi pubblici sono vuoti o addirittura chiusi. Il pomeriggio del Venerdì Santo, le campane delle chiese cominciano a suonare con rintocchi funebri. Sugli edifici pubblici viene esposta la bandiera a mezz’asta e le sentinelle portano armi rivolte all’ingiò. Venerdì Santo, al calar della sera, dopo la funzione religiosa inizia l’Epitaphios, la processione funebre, che attraversa tutta la città di Corfù. La bara che rappresenta Cristo morto è ricoperta da un drappo viola, sul quale vengono appoggiate ghirlande di rose, violaciocche e fiori di limone, mentre alcune ragazze vestite di bianco spargono petali di rosa lungo il cammino.

Il Sabato Santo è il giorno più solenne e inizia con la banda che gira per le vie della città parata a festa: da ogni finestra e da ogni balcone pendono drappi di colore rosso. Nella piazza principale, intanto, un’altra banda esegue un concerto di musica classica. E’ qui, nella Spianada, la più bella piazza dell’isola, che si incontrano cittadini e turisti, affollando i locali pubblici del Liston, grande edificio in stile veneziano; entrambi i nomi denunciano del resto l’influsso della Serenissima su questa terra.

Poi, verso le undici, le strade si svuotano, tutti i corfioti sono affacciati alle finestre, ognuno con in mano la stamma (brocca d’argilla variopinta).