Tornati al bivio di Fontan, si riprende la discesa lungo la Roya, incontrando una prima gola: iscrizioni sulla roccia ricordano i lavori avviati dai Savoia per aprire un tracciato stradale nelle gorges. Un ripiano di prati verdi, poi una stretta ansa dove si notano tratti abbandonati di strada sull’altra sponda: in alto riappare Saorge, mentre a sinistra si stacca una stretta strada che sale al paese. Se non c’è troppo traffico, il bivio o il successivo slargo vicino al ponte consigliano senza dubbio una sosta. Dopo la confluenza con la Bendola iniziano infatti le Gorges de Saorge, splendide da guardare in auto, ma ancora più impressionanti per chi le osserva a piedi. Pareti di roccia strapiombanti, marmitte dei giganti scavate dall’acqua, cascate e rapide spumeggianti.

Presso un bel ponte ad arco in pietra le gole terminano, e un rettilineo a tre corsie conduce a Breil-sur-Roya. Il paese è disposto su un’ansa del torrente: da una parte il laghetto artificiale, dall’altra due piazzette (nella seconda c’è l’ufficio turistico) e nell’interno Rue Pasteur su cui si affacciano case antiche. Proseguendo a piedi si esce tra gli uliveti e poi si arriva alla chiesetta di St-Antoine, con l’arco della Porta di Genova. Proprio in questa direzione si può percorrere uno dei tratti più belli del Sentier Vallèen, che prosegue su rocce a picco sul torrente, varcando un paio di affluenti su ponti in pietra. L’intera tappa da Breil ad Airole richiede 5 ore, e tocca l’altopiano di Libre, minuscolo insieme di borgatelle; da qui il sentiero scende a varcare il rio Audin e rientra in Italia, a Fanghetto.

Per chi preferisce i veicoli motorizzati, il tratto da Breil ad Airole si svolge costantemente lungo la Roya, che dopo una stazione comincia a snodarsi in un continuo succedersi di anse, bancate di roccia, macchia mediterranea, boschi. Subito dopo il confine che riporta in Italia, da non perdere una breve digressione (a sinistra) verso Fanghetto per ammirare il ponte a tre archi in pietra, e un’altra digressione (a destra) al paese di Olivetta: piacevole la passeggiata sul viottolo che dalla dogana (poco sopra il paese) conduce a Piena Alta, borgo arroccato con castello.

Da Airole il viaggio stradale perde d’interesse: la nuova strada entra in galleria e ritorna alla luce nella piana di Varase, dove la Roya scorre tra campi abbandonati, cantieri, capannoni. Degna conclusione del viaggio, Ventimiglia: una passerella pedonale scavalca la foce della Roya (ideale per il birdwatching), quindi dalla Piazza Marconi si può salire nel centro storico, oppure percorrere il sentiero che a saliscendi lungo la costa rocciosa conduce alla pittoresca spiaggetta delle Calandre.