Tornati a St-Dalmas, si riprende la discesa lungo la Roya. Dopo una centrale elettrica la valle si restringe sempre più, fino alle gole di Berghe: un lungo corridoio dominato da alte pareti di roccia, stretti canaloni, macchie di vegetazione. Qualche piccolo piazzale, ricavato dall’allargamento della strada, permette di fermarsi ad ammirare lo spettacolo del torrente e delle pareti. I due nuclei di Berghe, che danno il nome alle gole, si trovano 300 metri più in alto, collegati al fondovalle da una strada adatta solo a piccole auto, e da ripide mulattiere che si staccano dalla statale. Come tutti i sentieri della valle sono segnalate in giallo e con cartelli in legno, ben visibili dalla strada: tantissime dunque le opportunità di escursioni.

Dopo le gole la valle si allarga un poco, in vista di Fontan: un praticello sulla sinistra, vicino al fiume, ospita d’estate un campeggio, mentre poco più avanti, tra le case, c’è il bivio a sinistra per Saorge. Conviene parcheggiare qui per visitare a piedi Fontan: allineato lungo la Roya, fu fondato nel 1612 dai duchi di Savoia come punto di sosta sulla via del Tenda. Su una piazzetta alberata si affaccia la settecentesca parrocchiale, e alle sue spalle c’è la cappella di Saint Jacques. La statale è trafficata, ma è sufficiente inoltrarsi nei vicoli dietro la chiesa per scoprire minuscole piazze, un piccolo museo, e viottoli che fra i campi portano a nuclei di vecchie case.

Con una digressione di due chilometri, passando la stazione di Fontan-Saorge e una galleria, si sale a Saorge. Si parcheggia all’ingresso del paese, visitabile solo a piedi: una cassetta in legno contiene una mappa per orientarsi nel dedalo di piazzette (ciasse), strade orizzontali (carrere) e gradinate che le collegano. Fatti pochi passi tra le case, conviene scendere a destra nel piazzale delle scuole: qui appaiono alte case disposte a semicerchio, che dominano la valle. Nel XVII secolo Saorgio era un punto di transito sulla strada del Tenda, e contava ben ventidue notai, grandi case borghesi, tre confraternite. Percorrendo la Carrera de Medje (Rue Barel) si incontrano la cappella dei Penitenti Neri (ora biblioteca), una grande fontana, e quindi un bivio: a destra ci si abbassa fino alla chiesa romanica della Madonna del Poggio, a sinistra si sale al seicentesco Convento dei Francescani. Continuando sulla mulattiera si entra nella Val Bendola, che merita un’escursione.

La mulattiera passa vicino all’accogliente gàte d’ètape Le Bergiron, e si snoda fra ripiani terrazzati e coltivati, fontane, ruscelli, fino alla cappella di St-Croix, punto panoramico sulla valle. Da qui si può scendere alla sterrata che percorre la valle dalla Madonna del Poggio e conduce alla borgata St-Anne: molti bambini, bandiere di preghiera, tempietti buddisti, contadini che fuggiti dalle città hanno ricominciato a coltivare i pendii della Val Bendola; più avanti un ponte in pietra e poi una breve galleria danno accesso alla parte più selvaggia della valle.