Per individuare la meta non vi è che l’imbarazzo della scelta: i lariceti ammantano molte valli alpine, soprattutto quelle occidentali. Difficile invece azzeccare il momento ideale per muoversi, ovvero i giorni in cui i larici offrono i loro colori più entusiasmanti: tanto più se non si hanno riferimenti sul posto per le informazioni e per verificare le previsioni meteo (il tardo autunno riserva giornate tersissime, ma anche piogge e le prime nevicate). Più facile trovare uffici turistici aperti e notizie precise sull’altro versante delle Alpi. Per i francesi la ricorrenza di Ognissanti è tuttora un momento tradizionale di vacanza. E proprio per le settimane intorno alla Fète de la Toussaint un giovane albergatore di Ristolas ha lanciato due anni fa l’idea di un soggiorno a prezzo ridotto, per ammirare la Flambe des Màlèzes. Rotta dunque verso il Queyras, o più precisamente verso l’alta valle della Guil. Il viaggio è anche l’occasione per ripercorrere la strada del Col d’Izoard, aperta nel 1893 e oggetto di grandi lavori di sistemazione e allargamento, che ora la rendono facilmente percorribile anche ai camper. Ovviamente, data la quota del colle (2361 m) che mette direttamente in comunicazione Brianeon con il Queyras, è bene informarsi in anticipo sulle condizioni di percorribilità: dopo le prime nevicate la strada non viene più riaperta al transito fino all’estate successiva. Ma se la neve non è ancora arrivata, il panorama offerto dall’Izoard è vastissimo. Ancora più impressionante è il tratto successivo, attraverso la Casse Dèserte: un desolato, ripido pendio di detriti da cui si innalzano torri, guglie, pinnacoli di roccia. Uno spettacolo inquietante ma ricco di fascino, da osservare con calma, fermandosi presso il monumento che ricorda Fausto Coppi e Louison Bobet (queste rampe hanno visto epiche sfide tra i ciclisti del Tour de France), oppure poco più avanti, in un panoramico piazzale che domina la Casse Dèserte. Più in basso ecco la larga valle di Brunissard e Arvieux, una delle tante in cui si ramifica il Queyras, e che da sola meriterebbe una vacanza. Anche il visitatore di passaggio non può mancare una sosta al punto vendita di L’Alpin chez Lui, una cooperativa che da diversi decenni produce giocattoli in legno, o alla Fromagerie d’Arvieux, nel centro del paesino dominato da una chiesa gotica del XVI secolo. Pochi chilometri più avanti si giunge sulla strada principale del Queyras, che risale lungo la Guil: la valle è sbarrata dall’antico Fort Queyras, più volte trasformato nel corso dei secoli (purtroppo visitabile solo in estate). Poco oltre, al bivio di Ville-Vieille, ecco il moderno edificio della Maison de l’Artisanat: qui gli artigiani del Queyras espongono i loro prodotti, offrendo ai visitatori un rapido colpo d’occhio e innumerevoli possibilità di acquisto (mancano meno di due mesi a Natale…). Ma chi dispone di più tempo può raccogliere gli indirizzi e poi visitare direttamente i laboratori artigianali, sparsi tra gli otto comuni che costituiscono il Parc Naturel du Queyras: un parco regionale assai attento a valorizzare e proteggere non solo l’ambiente naturale, ma anche la cultura locale e le produzioni tipiche. Proseguendo lungo la valle della Guil, i lariceti che ammantano i pendii diventano un elemento essenziale del paesaggio. Eppure nella vicina Aiguilles non sembra di essere a 1470 metri di quota: piuttosto l’impressione è di essere capitati in un ricco paesello della campagna francese. Belle dimore d’inizio secolo, parchi con grandi latifoglie dai rossi colori autunnali, persino una curiosa villetta tutta in ferro, opera di Gustave Eiffel (non visitabile e non segnalata): dopo l’incendio del 1829 molti abitanti emigrarono nell’America del Sud, e i pochi che riuscirono ad arricchirsi fecero costruire questi piacevoli palazzotti.Nulla del genere nella vicina Abris (1550 m): qui molti edifici vennero distrutti dai bombardamenti del 1944, e le uniche testimonianze del passato sono la parrocchiale e una parte del vecchio borgo. Ma il paese ha ripreso vita grazie al turismo a partire dagli anni ’60: piste da sci ben mimetizzate nell’ambiente per l’inverno, scialpinismo in primavera, escursioni a piedi e in mountain bike per l’estate e l’autunno… In verità a fine ottobre il paese offre un volto fin troppo silenzioso e tranquillo, senza le folle di escursionisti estivi; ma qualche alberghetto e alcuni negozi sono ancora aperti. Soprattutto è aperto il vicino campeggio, disposto lungo il torrente, ai piedi di un vasto lariceto, ideale per la sosta di camper e roulotte. Chi viaggia con la tenda deve invece sapere che in questa stagione la temperatura di notte scende sotto zero: meglio cercare una più calda sistemazione 3 chilometri più avanti, al gàte d’ètape di Ristolas.