L’equivalente francese del nostro Portolano è la Guide officiel des aires de service, curata dal gruppo editoriale Ediregie, che riporta anche le aree italiane (tratte dalla nostra pubblicazione), tedesche e svizzere. Abbiamo voluto metterla alla prova recandoci col camper in Normandia e utilizzando le aree segnalate, delineando così l’itinerario che vi proponiamo.

Memorie del D-Day

Il grandioso profilo del monastero di Mont-Saint-Michel, non più Bretagna e non ancora Normandia, accoglie il visitatore che arriva da sud. L’isolotto di Tumbe, un tempo poco più di uno scoglio in balia del mare e del vento, rappresenta davvero il frutto di una sfida millenaria tra la caparbietà dell’uomo e la forza della natura. Al punto da guadagnarsi l’appellativo di merveille, ispirato dall’audacia dell’architettura e dalla ricchezza artistica della costruzione: un crogiolo di stili, un connubio di roccia e luce emergente ora dalla sabbia ora dall’acqua. Per le auto è meglio servirsi dei parcheggi organizzati e non allontanarsi, neppure a piedi, senza aver prima consultato gli orari delle maree. Il parcheggio per camper, sulla destra prima dell’isolotto, non passa inosservato e contrasta un po’ con quella sorta di quiete mistica ispirata dal luogo. Le stesse stradine che salgono al monastero sono sovraffollate: meglio quindi evitare le ore centrali, facendo in modo di passare la notte sotto la cittadella.

Dalla vicina Avranches, lungo la strada che conduce verso nord, si gode una delle più spettacolari vedute sulla baia. Coutances, la città degli Altavilla, merita una sosta per la splendida cattedrale gotica e per la simpatica atmosfera che si respira nelle vie del centro. Da qui si può risalire la penisola del Cotentin attraverso il Parc du Marais du Cotentin et du Bessin o puntare direttamente verso il Calvados e le spiagge dello sbarco. In quest’ultima direzione, poco prima di Bayeux, si attraversa la foresta di Cerisy dove, tra gli altri punti sosta, c’è un’incantevole area attrezzata proprio a fianco dell’abbazia. Una bicicletta permetterà facili pedalate nella foresta o un’escursione al castello di Balleroy, a nove chilometri verso est sempre in mezzo al verde. Strade secondarie conducono verso le tristemente famose località del D-Day. Dalla D154, che segue la costa, brevi deviazioni portano alle spiagge dello sbarco del giugno ’44, ribattezzate Omaha Beach.

A Grandcamp-Maisy il museo dei ranger ricorda l’impresa del corpo speciale che riuscì a conquistare la vicina Pointe du Hoc, operazione narrata nel celebre film Il giorno più lungo. Qualche chilometro dopo, Vierville si affaccia proprio su Omaha Beach, l’immensa distesa di sabbia soprannominata “spiaggia sanguinante” per le impressionanti perdite subite dagli americani. Queste sono testimoniate dal vicino cimitero di Colleville-sur-Mer, posto a strapiombo sulla spiaggia: 9.386 croci bianche perfettamente allineate su 70 ettari di verde, uno scenario toccante e indimenticabile. La strada corre ora lontana dal mare fino a Port-en-Bessin, dove esiste un museo dedicato ai ritrovamenti sottomarini di materiale bellico. Più interessante è seguire la vicina deviazione per Longues-sur-Mer, dove si trova l’unica batteria di artiglieria costiera tedesca residuo di quel grandioso baluardo difensivo denominato Muro dell’Atlantico. Ammesso che si riesca a parcheggiare, la caotica Arromanches-les-Bains merita una bella passeggiata. Nella baia protetta da alte scogliere emergono dai flutti giganteschi cassoni metallici: sono i resti dell’incredibile Mulberri B, il porto artificiale che permise lo sbarco di due milioni e mezzo di soldati e dei rifornimenti.