Dopo tredici anni, credevamo di ricordare ancora tutto. E a tornare “tra i castelli”, con le ferie incastrate a Ferragosto, c’erano tutte le premesse per un viaggio caotico e deludente. Non è stato così: una vacanza nella regione della Loira non delude mai, e il caos si può facilmente evitare. Purchè non ci si limiti a “toccare” i castelli, seppure belli e famosi, e non si dimentichi che sono inseriti in un contesto geografico di straordinario interesse per il turismo pleinair. Quindi nessuna fretta, un sano compromesso tra visite e vita all’aria aperta e una decisa selezione dei luoghi. Noi abbiamo ritenuto opportuno concentrare la nostra attenzione su tre zone.

Nord-est

Per godere al meglio le possibilità che la regione offre, è consigliabile fare base presso l’ottimo campeggio municipale di Bracieux e da qui spostarsi in bici. Il villaggio si trova al limite meridionale del parco di Chambord: 5440 ettari chiusi da trentuno chilometri di mura! Dal campeggio si giunge al castello di Chambord con una facile e indimenticabile pedalata: un solo rettilineo lungo otto chilometri taglia il bosco di querce, pini, betulle e salici, dove vivono cervi e caprioli, cinghiali e volpi. Sentieri tracciati e appostamenti rendono più agevole anche l’osservazione delle numerose specie di uccelli, tra cui aironi, alzavole e poiane. Per garantire la loro tranquillità, l’accesso a buona parte del parco è interdetto, così come non è consentito pernottare neppure nei parcheggi. Altra piacevole alternativa è quella di seguire il corso del Cosson in barca o canoa: sono assicurate immagini suggestive. Non può essere diversamente, vista la grandiosità del castello e l’impressione che suscita la sua originale parata di pinnacoli, comignoli e torrette.

Dal campeggio di Bracieux si può raggiungere, anche a piedi, il castello di Villesavin situato poco a nord del borgo di Arian. In bicicletta, proseguendo sulla D102, si può invece seguire un facile percorso, in parte immerso nel verde, che tocca altri notevoli castelli. Quello di Cheverny, a soli dieci chilometri, è senza dubbio uno dei più eleganti dell’intera regione. Riccamente arredato, è posto al centro di un parco ben curato e aperto a tutti. I più temerari possono ammirarlo dall’alto di un pallone frenato, i più pigri possono scoprirlo a bordo di silenziose vetture elettriche. Leggermente spostato più a ovest troviamo il castello di Troussay; da qui risalendo per strade secondarie che tagliano una campagna dolce e riposante si può raggiungere quello di Beauregard, immerso nella foresta di Roussy. Si tratta di una costruzione rinascimentale ingiustamente trascurata, eppure gli arredi, i rivestimenti e la galleria di ritratti ne fanno luogo di estremo interesse.

Tornare al campeggio in bici è facilissimo: dopo un lungo rettilineo attraverso la foresta, si imbocca verso est la stradina che costeggia il Beuvron. Ci si ritrova a Villesavin e quindi a Bracieux. Con qualche pedalata in più, da Bracieux ci si può spingere fino a Blois, attraverso la foresta di Boulogne e ancora quella di Roussy. Ma migliore è l’alternativa di spostarsi in camper fino al castello di Chaumont-sur-Loire, che sovrasta il fiume. Sulla sponda opposta i parcheggi sono fruibili anche di notte e non offrono solo vedute spettacolari, ma consentono belle escursioni in bici. Magari proprio a Blois, vera capitale del Rinascimento artistico francese. Il castello di Chaumont, da parte sua, lega la sua storia, assieme a Chenonceaux, alla rivalità tra Caterina de’ Medici e Diana di Poitiers.