Il traghetto giunge a Bastia verso sera e non abbiamo molto tempo per trovare un campeggio. Puntando a nord, usciamo subito dalla città: escluse le prime strutture vicine alla strada, a Marine de Sisco una breve deviazione ci porta al camping A Casaola (tel. 0033/495/352010, fax 0033/495/352150, aperto dal 1° maggio al 31 ottobre): con piazzole ben ombreggiate e mare a distanza di passeggiata, diventa la nostra base per gli itinerari alla scoperta del versante orientale della penisola. Ci sono i piccoli paesi costieri, a cui corrisponde nell’entroterra l’antico nucleo rurale, quasi tutti con torre d’avvistamento, spiaggetta, approdo e campeggio. C’è la valle di Sisco con la chiesa di San Martinu ombreggiata dalle querce, le grandi case costruite da emigranti che hanno fatto fortuna e l’osteria A Stalla Sischese con abbondanti specialità corse. A sud c’è ovviamente Bastia con il vecchio porto, il centro storico, la scalinata che sale alla panoramica cittadella. Se il versante orientale del Dito è servito da una decina di campeggi e da una comoda strada, che richiede solo qualche precauzione ai veicoli di una certa stazza, quello occidentale è assai più dirupato, con una stradina aerea e poche strutture ricettive. Decidiamo così di puntare al camping più a nord: da Macinaggio la strada taglia nell’entroterra per Rogliano ed Ersa e scavalca la sella del Mulino Mattei (con un moderno impianto eolico); un bivio poco più avanti consente di scendere a Centuri. Costeggiata la splendida baia per circa un chilometro, appena si risale per Morsiglia c’è L’Isulottu (tel. 0033/495/356281, fax 0033/495/386363, E-mail camping.isulottu@worldonline.fr). Il primo impatto è brusco: impossibile una visita preventiva della struttura. Ma decidiamo comunque di registrarci e, ciò fatto, la receptionist diventa gentilissima indicandoci le zone più ombreggiate e a terrazze per le tende, ci mostra il congelatore a disposizione degli ospiti, ci descrive il sentiero che scende verso il mare poco distante. E davvero in pochi minuti si arriva alla baia di Mute, con il pittoresco istmo dell’Isulottu che la separa dal porto di Centuri. Qui approdano le barche dei pescatori che riforniscono di aragoste e altri crostacei i ristoranti del porticciolo, e poichè in bassa stagione i prezzi sono ragionevoli ceniamo in paese per più sere, tornando a piedi in campeggio. Se la baia di Centuri è battuta dal vento – che soffia spesso su tutto il Capo Corso – si risale al Mulino Mattei e ad Ersa si gira a sinistra, su una stradina che compie un anello verso la costa settentrionale e offre due diramazioni: una più lunga e stretta (non praticabile con un v.r.) per il faro di Capo Grosso, l’altra assai breve per il minuscolo villaggio di Tollare con torre e spiaggia di ciottoli. La strada principale tocca invece Barcaggio, delizioso porticciolo con un parcheggio a pagamento, da cui inizia una spettacolare spiaggia sabbiosa frequentata da placidi bovini… e da qualche turista. Per trovare ancor più solitudine si continua a piedi, sul sentiero costiero, verso la Torre d’Agnello o di nuovo verso Tollare. Dal campeggio, dirigendosi verso sud, si incontra il golfo d’Alisu e Pino, da cui si scende alla Marine de Scalo. A Pino la strada costiera si sdoppia con un ramo mozzafiato a picco sul mare e uno più alto e angusto tra i boschi, i paesoli di Barrettali e le chiese romaniche di Canari, permettendo di effettuare un panoramico circuito. Continuando verso la parte meridionale del Capo si toccano la scenografica spiaggia di sabbia nera di Nonza, la caletta di Negru e infine Marine de Farinole, con il campeggio A Stella (località Zapini, tel. 0033/495/371437): discretamente ombreggiato e affacciato su una spiaggetta, ci ospita per l’ultima notte prima del ritorno a Bastia attraverso il Col de Teghime.