Lasciati i Monts d’Arre potremo recarci, col cuore un po’ più leggero, verso la magica foresta di Broceliande, teatro del mito di Re Art e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Mito di epoca medievale, ma apertamente ispirato a precedenti leggende dei Celti. A Broceliande (in Bretone “Koat brec’hellan”, cioè “Foresta della potenza druidica”) nacque Merlino, figlio di un diavolo e di una donna, educatore e consigliere di Art, ed incarnazione di un vero e proprio druido. Maghi e fate, giganti e mostri hanno a più riprese popolato la foresta, e forse ci sono ancora. Non troverete Broceliande neppure sulle carte stradali più accurate; tuttavia la magica foresta viene generalmente identificata con quella che circonda lo splendido borgo di Paimpont, non lontano da Rennes, nell’Ile-et-Vilaine. Arrivate sul posto all’alba e vi convincerete come proprio nei brumosi stagni di Paimpont si trovino il castello invisibile di Viviana e la dimora della Dama del Lago, custode di Excalibur Così, vi stupirete meno dei cartelli stradali che indicano quasi con noncuranza la Valle senza Ritorno, la Fonte dell’Eterna Giovinezza o la Tomba di Merlino. Ma non commettete l’errore di avvicinarvi a questi luoghi come se si trattasse di “monumenti” nel vero senso del termine. Cercatene invece le atmosfere più nascoste, in particolare visitando la Fonte di Barenton e la Valle senza Ritorno.

La prima si raggiunge dalla D141, non lontano da Trehorentuc: il sentiero parte da un parcheggio segnalato (meglio comunque acquistare la guida presso l’Ufficio Turistico di Paimpont) e si inoltra tra gli alberi sino alla fonte, accanto alla quale si osserva una grande pietra piatta: qui Merlino recitava le sue parole magiche e, versando alcune gocce d’acqua della fontana, scatenava tempeste…Fino al secolo scorso, nei periodi di siccità, si svolgevano processioni per chiedere alla fonte di far piovere; ma ancora oggi può capitare di trovare nei pressi corone di piante “sacre”, intrecciate dai difensori delle tradizioni La Valle senza Ritorno è anche uno dei luoghi più noti e frequentati di Paimpont. I più, in verità, si limitano a dare un’occhiata al bel laghetto detto “specchio delle fate e all’Albero d’Oro, singolare opera di F. Davin, collocata sul posto nel 1989. Se però visitate il luogo la mattina presto, magari seguendo il sentierino che prosegue oltre il laghetto, vi sembrerà davvero possibile incontrare Merlino intento a raccogliere le erbe per le sue pozioni; o fare la conoscenza del prode Lancillotto che, passando da queste parti, riuscì a liberare i cavalieri rinchiusi nella valle da Morgana Tornando indietro, non mancate di visitare il bel castello di Trecesson. Molto tempo fa, i contadini al lavoro nei campi che lo circondavano videro arrivare una carrozza da cui scesero due uomini, vestiti di nero, e una fanciulla in abito da sposa. Immediatamente i due si misero a scavare una fossa, dove seppellirono viva la povera fanciulla. Informati di quanto accaduto, i castellani accorsero per salvarla, ma troppo tardi. Nessuno seppe mai spiegare quell’orribile omicidio, ma da allora, ogni notte, la “dama bianca” vola senza pace tra le torri del castello…