Il mare orientale Sul Losinjski Kanal (mare della costa orientale), quattro miglia a nord-est di Lussinpiccolo, si raggiunge Punta Croce (Punta Kriza), la meravigliosa estremità meridionale dell’isola di Cherso, ma nell’orbita turistica lussiniana (molto più lungo il viaggio via terra attraverso Osor: 35 km). Qui c’è il camping “Baldarin”, di cui una parte è classificata FKK (riservata ai naturisti). Tutt’intorno nient’altro che chilometri di macchia mediterranea, e verso nord una successione infinita di baie, ridossi e cale solitarie (nel ristorante del campeggio abbiamo assaggiato scampi e dentice; il pesce è portato fresco dai locali, sovente dagli stessi turisti). Unico segno di antropizzazione, oltre al campeggio, è il piccolissimo abitato di Pocana situato all’imboccatura del fiordo Jadriscica, con vecchie abitazioni, alcune ripristinate per la mirabile accoppiata casa sul mare e barca.

Questo tratto di mare è noto per essere la “culla dei delfini”, sito Adriatico dove pare favorita la riproduzione della specie Tursiops Truncatus, di cui si stima l’attuale presenza in 150 unità. Noi stessi, nell’escursione nautica verso Punta Croce, siamo stati sorpresi dal “sorpasso in curva” di un delfino. A sud di Lussinpiccolo, anche la costa orientale dell’isola merita di essere battuta palmo a palmo: non rinunciando alla citata escursione nautica verso l’isola di San Pietro ai Nembi, conviene compiere il percorso ad anello sui due versanti attraversando, presso il porto di Lussinpiccolo, il piccolo canale (sotto al ponte girevole) che mette in comunicazione i due mari.