Montagne calcaree, pianori, gromazzi (cumuli di grigi massi) e infinite trame di muretti a secco che si snodano tra i pendii circondando ulivi e vigneti. E’ aspro il paesaggio che domina Krk, la Veglia dei Veneziani, e lo si nota subito percorrendo la strada principale che attraversa l’isola. Che è un po’ meno isola, grazie al ponte a pedaggio che supera il canale di Morlacca collegandola alla terraferma, mentre un servizio di traghetti la unisce alla vicina Cherso. La località più settentrionale è Omisalj, che dall’alto di un promontorio domina sull’omonima baia. Dopo la visita alla chiesa di Sant’Elena, alla Loggia veneta e alla chiesa romanica di Santa Maria dell’Assunzione del XIII secolo, si seguono le indicazioni per la vicina area archeologica di Mirine, sede dell’antica Fulfinium. Lasciato il mezzo nell’area di sosta, si continua a piedi per un evidente sterrato e si imbocca un sentiero a sinistra fino alle rovine della basilica paleocristiana di San Nicola, circondata dai ruderi di grosse mura. Per la notte, ideale il camping nelle vicinanze del ponte: ampi spazi, ottimo mare e prezzi vantaggiosi. Seguendo la costa occidentale, dopo Njivice, piccolo borgo di pescatori, si punta verso la più turistica Malinska, sviluppata intorno al porticciolo. Belle passeggiate conducono a numerose calette, e per la notte ci si può tranquillamente fermare sul braccio di porto in sterrato, di fronte al mare. Proseguendo sottocosta si incontrano le piccole frazioni di Glavotok, Brzac, Pinezic e Valbiska. Krk è il capoluogo dell’isola. Il nucleo storico presenta tratti di mura con torri, bastioni e porte del XV secolo ma eretti su perimetro di epoca romana. Dalla Porta Piccola, affacciata sul porto, si arriva alla centralissima Piazza Tito con le torri castello dei Frangipane, la basilica di San Quirino costruita su due livelli, il campanile isolato con cuspide a cipolla e la bella cattedrale romanica di Santa Maria Assunta. C’è un campeggio, ma si può sostare anche nel grande parcheggio a pagamento (40 kune a notte) nei pressi della stazione dei pullman. A Punat, cittadina turistica, si visita l’ampia baia dove sorge l’isolotto di Kosljun, con il convento francescano e la chiesa del XVI secolo, dove sono custodite collezioni sacre, etnografiche e pittoriche. E’ famosa per la marina, che ospita fino a 800 imbarcazioni.

Da Baska a Silo La strada sale panoramica in vista di gromazzi, doline e alti profili montuosi che dai 569 metri della cima dell’Obzova scivolano nella vallata di Baska dove si possono seguire piacevoli sentieri ben segnalati, che si addentrano nella macchia mediterranea. E’ una località turistica, ma vale una visita per la posizione, lo splendido paesino (dove spicca la chiesa della Trinità), la spiaggia di quasi due chilometri e i magnifici fondali adatti allo snorkeling. Prima di riprendere il percorso merita una sosta la chiesa di San Giovanni, aggrappata su un’alta rupe. Tra scenari calcarei che via via cedono il passo a interminabili filari di viti, si procede in direzione nord fino a Vrbnik, raccolta su un promontorio con ripide falesie alla cui base si nascondono nastri di candida sabbia. Poi Risika e quindi Silo, vivace cittadina turistica in bella posizione sull’omonima baia. Qui conviene muoversi a piedi in direzione della penisola di Sila, un lungo dito roccioso dall’aspetto lunare, fino all’estremo capo dove troneggia un vecchio faro. Si lascia Silo e si prende, transitando lungo il periplo della grande baia di Soline, per il piccolo villaggio di Rudine dove, tra ragnatele di muretti a secco, si nasconde l’ingresso della grotta turistica Biserujka, una galleria lunga 110 metri ricca di stalattiti, stalagmiti e colonnati di calcite.