Le acque del Lys, che presto si getteranno nella Schelda, si fondono nell’attraversare Gand con minori corsi d’acqua che concorrono alla sua atmosfera facendo del ponte Saint Michel il più bel colpo d’occhio cittadino. Siamo nel centro storico della capitale culturale della Fiandra, città natale di Carlo V. Dalla spalletta del ponte lo sguardo infila su un lato torri e campanili, mentre il sottostante bacino è quello dell’antico porto della città, che fin dal Mille si andò arricchendo per i suoi tessuti, più tardi per il commercio del grano. Sulla sinistra si trova la banchina dei cereali, a destra quella delle erbe, scenografica per la schiera degli eleganti palazzi delle corporazioni che la orlano con un muro ininterrotto di bellezza, davanti al quale si assiepano i tavolini dei caffè. Più avanti, seguendo il ramo di sinistra del fiume, si scoprirà la severa sagoma del castello eretto dai conti di Fiandra verso la fine del XII secolo. Da San Giacomo, salendo per la Belfortstraat, magari accompagnati dal suono vellutato del carillon di campane della torre civica, si è presto al miscuglio di stili di un ricco palazzo comunale al quale non è estraneo nemmeno il Rinascimento italiano. Sulla sinistra del vasto piazzale si erge isolata e possente la torre civica, costruita fra Duecento e Trecento. Bisogna girare dietro di essa per trovare la cattedrale, San Bavone, che contiene una delle grandi opere della pittura fiamminga: il polittico dell’Adorazione dell’Agnello Mistico di Jan Van Eyck; di travagliatissima storia, se è vero che nel Cinquecento i protestanti iconoclasti fecero di tutto per dargli fuoco.

Passando dal sacro al profano, usciti da San Bavone e di fronte al teatro, nel piccolo negozio con l’insegna Neuhaus si gusterà un gelato al caffè o al cioccolato di finezza assolutamente superiore. D’altra parte, se il Belgio è il posto giusto per i golosi del cioccolato, i negozi che il signor Neuhaus creò nel secolo scorso in più d’una città belga (avendo gettato alle ortiche il camice di farmacista) rappresentano tuttora l’alta scuola delle praline al cioccolato. Le regioni che compongono il Belgio attuale furono nel corso dei secoli terreno di dominio e di sanguinose battaglie per quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale, e il nome di Gand non ritorna meno spesso di altri in quel vortice di rivolte, sollevazioni popolari, assedi, guerre d’ogni movente e anzitutto di religione. Nella seconda metà del Cinquecento la Fiandra era sotto il controllo spagnolo quando, prive di paga per la morte del governatore, le soldataglie cominciarono a pretenderne il pagamento dagli abitanti. Per la prima volta cattolici e protestanti riuscirono allora a trovare un accordo su tutto il territorio in quella che venne ricordata come Pacificazione di Gand. Un esordio di unità nazionale contro gli Spagnoli che durò poco, giacchè insorsero presto disaccordi che permisero a Filippo II di imporre nuovamente il suo potere.