Attorno all’anno 850, l’impavido Baldovino Braccio di Ferro rapì Judith, figlia ventenne del re dei Franchi. Il padre per vendicare l’oltraggio subìto fece cercare i due ‘colombi’, ma alla fine li perdonò e al futuro genero affidò la difesa di un territorio minacciato dai pirati del Baltico. Braccio di Ferro, divenuto conte delle Fiandre, costruì una cittadella fortificata sulle sponde dello Zwin, un canale naturale collegato al Mare del Nord. Così nacque Bruges. In pochi secoli la città divenne uno dei centri commerciali più attivi del Nord Europa, paragonabile a quel che Venezia rappresentò per il Mediterraneo. Nel Trecento contava oltre 150.000 abitanti, circa trentamila più di oggi. Nel momento di massimo splendore, a Bruges fiorivano ottanta corporazioni, alcune delle quali ricchissime. A testimoniare la prosperità di quell’epoca restano i palazzetti dei nobili, gli antichi mercati, la gloriosa torre civica alta più di ottanta metri, l’Hotel de Ville, uno degli edifici gotici più significativi del Paese, e il Gruuthuuse della famiglia Van Brugghe, arricchitasi con il commercio di erbe per aromatizzare la birra. Tutti i grandi artisti fiamminghi nacquero o operarono in questo lembo di terra delle Fiandre, e molti dei loro capolavori sono custoditi al Groeninge Museum. All’interno dell’infermeria del Sint-Janshospitaal, sono raccolte alcune delle opere più raffinate di Hans Memling, artista tedesco morto a Bruges alla fine del Quattrocento. Splendido è il reliquiario di Santa Ursula: un delizioso polittico dipinto su una piccola cattedrale in legno intagliata e dorata. I capolavori firmati da Van Eyck, Van der Goes, Van der Weyden e da altri artisti della celebre scuola fiamminga, un tempo ambiti dai collezionisti e dai ricchi commercianti delle Fiandre, impreziosiscono oggi collezioni private e musei, e non solo del Belgio.