Da poco più di mezz’ora ci siamo lasciati alle spalle Tarvisio e la frontiera italo-austriaca, che abbiamo passato senza formalità, e 35 chilometri di autostrada ci hanno condotto in breve alla nostra meta: l’Ossiachersee , in Carinzia. Siamo poco più a nord del Wùrtersee, il lago del capoluogo Klagenfurt, più affollato e, se vogliamo, anche più caro.

Il lago di Ossiach, che ha come riferimento la città di Villach, offre invece un ambiente tranquillo, prezzi più contenuti e la possibilità di usare al meglio le nostre inseparabili biciclette. Una comune city bike va benissimo, dal momento che la pista ciclabile è interamente asfaltata e pianeggiante e le dueruote beneficiano anche dell’integrazione con i trasporti pubblici, essendo possibile portarle sui traghetti di linea e sul treno. Lasciata l’autostrada all’uscita Villach-Ossiachersee Nord, sulla sponda settentrionale raggiungiamo Steindorf, che abbiamo scelto come punto di appoggio: qui troviamo ben quattro campeggi – tutti sul lago – ma anche possibilità per la sosta libera nei pressi della stazione ferroviaria, accanto all’ex Hotel Seewirt e nei pressi del nuovo stadio del ghiaccio. Gli ospiti sono austriaci, tedeschi e olandesi, pochi i nostri connazionali; nonostante la vicinanza all’Italia e il luogo comune che qui tutti parlino italiano, ci rendiamo conto che è bene masticare un po’ d’inglese o di tedesco per andare alla scoperta dei dintorni.

Nel lago (le cui acque sono dichiarate potabili) si può fare il bagno senza alcun timore, se non per qualche cigno che ogni tanto si avvicina minaccioso. Ma l’Ossiachersee è soprattutto il regno degli sport acquatici: sci nautico e volo trainato col paracadute, pesca, escursioni in gommone, in canoa, in barche a vela, elettriche, a pedali… e, per i più piccoli, buffi canotti a forma di banana capaci di trasportare fino a dieci bambini alla volta. La Gendarmerie controlla il buon andamento di tutte le attività nautiche: quando il lampeggiante del loro motoscafo da blu diventa giallo, vuol dire che incombe un pericolo e bisogna tornare subito a riva (pena 32 euro di multa!). I servizi di collegamento sul lago sono forniti da due motonavi, la Villach e la Ossiach, su cui è possibile caricare la bicicletta (al costo aggiuntivo di 1,5 euro). Facciamo un programma Cominciamo quindi col prendere la motonave per Annenheim dove, a pochi passi dal molo e senza costi aggiuntivi, si prende la cabinovia Kanzelbahn. Ammirando il panorama mozzafiato sul lago si arriva alla Gerlitzen Alpe (1.911 m), luogo di passeggiate, di boschi e di funghi – soprattutto porcini e finferli – la cui raccolta è libera, anche se limitata a 2 chili pro capite al giorno.

A monte della cabinovia c’è un rifugio con ristorante che offre ristoro persino ai cani, con una bella ciotola d’acqua davanti all’ingresso. La città di Villach, distante 15 chilometri dal lago, è visitabile in un giorno: può essere raggiunta in camper, in bici o più comodamente in treno. Da vedere il museo dell’automobile e delle moto, situato a pochi passi dalla stazione sulla passeggiata lungo la Drava, e il centro storico pedonale. I buongustai non manchino una sosta alla Villacher Brauhof dove si può mangiare alla carinziana e bere la Villacher Bier, particolarmente la Mùrtzer (ovvero la marzolina, così detta perchè quando non esistevano i frigoriferi la si poteva conservare solo finchè durava la neve). Per la visita all’Affenberg, il Monte delle Scimmie, e alle rovine del vicino castello di Landskron è consigliabile muoversi in camper, dato che il bus ferma a valle; la strada che sale da Sankt Andra è a pedaggio (5 euro) ma i parcheggi sono gratuiti.

Il castello, con ristorante interno, offre una suggestiva vista di Villach e del lago e si offre come scenario per spettacoli con aquile ammaestrate, ma qui ovviamente sono le scimmie a destare il maggior interesse. Numerosi macachi giapponesi vivono praticamente in libertà sul monte e la visita alle varie colonie, rigorosamente guidata, deve avvenire in gruppi: gli animali, per nulla aggressivi, sono attori consumati e capaci persino di mettersi in posa davanti all’obiettivo.